Le Cantine — Visit Riparbella
Vigneti di Riparbella all'ora dorata
Terroir · Vignaioli

Le cantine.

Nove cantine sulle colline. Centocinquanta ettari di vigneti. Mezzo milione di bottiglie l'anno. Riparbella è oggi uno dei terroir emergenti più seri della Toscana costiera.

9 Cantine del territorio
150+ Ettari vitati
500K Bottiglie l'anno
Trent'anni Di storia recente
Il
terroir

A undici chilometri dal mare, quindici da Bolgheri. Le colline di Riparbella sono cresciute negli ultimi trent'anni da territorio di passaggio a una delle aree vinicole più interessanti della costa toscana.

Nove cantine animano oggi queste colline, dai 50 ai 450 metri di altitudine: dalla biodinamica internazionale di Caiarossa e Duemani ai vini completamente naturali di Quercialuce , dal vigneto più alto della costa toscana di Prima Pietra alle bollicine metodo classico di Podere La Regola.

Vigneti di Riparbella visti dall'alto

«Riparbella ha caratteristiche uniche per varietà di tipologie di suoli.»

Le nove cantine

I vignaioli
delle colline.

Le nove cantine che oggi animano le colline di Riparbella. Quasi tutte biologiche o biodinamiche. Quasi tutte aperte alle visite — sempre su prenotazione.

Podere La Regola
Famiglia Nuti Dal 1990

Podere La Regola

La prima cantina che ha creduto nel terroir di Riparbella. Cinque generazioni di famiglia Nuti, ma è nel 1990 che Luca Nuti, laureato in agraria, trasforma il piccolo appezzamento di fine Ottocento in azienda vitivinicola. Oggi 26 ettari, biologica dal 2015, enologo Luca Rettondini. Vini iconici come La Regola, Lauro e le bollicine metodo classico L'Eccezione, in una cantina ecosostenibile con barriccaia interrata affrescata dall'artista Stefano Tonelli.

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Caiarossa
Famiglia Albada Jelgersma Dal 2004

Caiarossa

Fondata nel 1998 dal belga Jan Theys in località Serra all'Olio, venne acquistata nel 2004 dall'olandese Eric Albada Jelgersma — proprietario dei Grands Crus Classés Château Giscours e du Tertre a Margaux. Oggi gestita dai figli Dennis, Derk e Valérie. Cento ettari, di cui 40 vitati, biologica dal 2003 e biodinamica certificata Demeter dal 2005. La cantina rossa, progettata secondo i principi del Feng Shui, è essa stessa una visita.

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Quercialuce
Loc. Sorbugnano Vini naturali

Quercialuce

Vini interamente naturali, ben oltre le direttive del biologico. Nessuna chimica, fermentazioni spontanee con lieviti di cantina, interventi al minimo. Sangiovese e Syrah in blend 70/30, Cabernet, e perfino uno spumante metodo classico — il Petit Fleuri — prodotto in una zona non tradizionalmente vocata alle bollicine. Il vino come espressione diretta del terroir di Riparbella.

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Duemani
Tenute del Leone Alato Dal 2000

Duemani

Letteralmente "due mani": Elena Celli e Luca D'Attoma, enologo di culto, hanno fondato nel 2000 l'azienda fra Riparbella e Castellina Marittima. Tredici ettari biodinamici certificati Demeter, 60.000 bottiglie l'anno. Nel 2023 l'azienda è passata al gruppo Tenute del Leone Alato (Generali), con D'Attoma che resta enologo consulente. Il Cabernet Franc "Duemani" e il Syrah "Suisassi" sono tra i biodinamici più premiati d'Italia.

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Tenuta Prima Pietra
Famiglia Ferragamo Dal 2002

Tenuta Prima Pietra

Il vigneto più alto della costa toscana, a 450 metri sul livello del mare, sulle pendici meridionali del Poggio di Nocola. Acquistata nel 2002 da Massimo e Chiara Ferragamo, la "prima pietra" del loro progetto enologico (cui si è aggiunto poi Castiglion del Bosco a Montalcino). Duecento ettari, di cui solo 11 vitati. Blend bordolese: 50% Merlot, 30% Cabernet Sauvignon, 10% Cabernet Franc, 10% Petit Verdot. Enologa Cecilia Leoneschi.

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Urlari
Roberto Cristoforetti Bordolesi

Urlari

Il trittico bordolese — Merlot, Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc — interpretato sulle colline pisane da Roberto Cristoforetti e due soci stranieri. Dieci ettari e mezzo di vigneto, intorno alle 40.000 bottiglie l'anno. Filosofia "vecchio mondo che incontra l'innovazione": interventi minimi in cantina, attrezzature avanguardistiche per fermentazione e affinamento. Una nuova cantina a gravità su tre piani è in iter autorizzativo da anni.

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Colline Albelle
Vasileva · Gergova · Reneaud Dal 2016

Colline Albelle

Il nome è un omaggio all'etimologia di Riparbella — "Ripa Albella", la riva bianca — e ai suoli tufacei dell'area. Progetto nato nel 2016 da due produttrici bulgare, Dilyana Vasileva e Irena Gergova, insieme all'enologo francese Julian Reneaud (ex Caiarossa). Diciotto ettari a 350 metri, biologico e biodinamico dal 2023. Vitigni autoctoni in purezza, mai in blend: Sangiovese, Ciliegiolo, Canaiolo bianco, Vermentino. Pioniere dei vini a bassa gradazione alcolica (il loro Vermentino è al 10%).

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Tenuta Pakravan Papi
Famiglia Pakravan-Papi Loc. Ortacavoli

Tenuta Pakravan Papi

La storia parte a Firenze nel 1966: Enzo Papi (Vada) e Amineh Pakravan (Iran), studenti che si incontrano fra gli Angeli del Fango durante l'alluvione. Si trasferiscono a Riparbella in Ortacavoli, in due casali del 1750 appartenuti al marchese Carlo Ginori. Prima vigna nel 2000, cantina-pieve nel 2002. Oggi 22 ettari vitati, 70.000 bottiglie. Sangiovese piccolo, bordolesi, Chardonnay, Riesling, Malvasia toscana. Enologa Graziana Grassini. Agriturismo e ristorante con Francesca, ex MasterChef.

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La Cava
Tosja Zywietz & Family Dal 2014

La Cava

Una cantina ottocentesca abbandonata dal 1960, ripresa in mano nel 2014 dalla famiglia tedesca Zywietz e ufficialmente riaperta nell'agosto 2024. Biodinamica e carbon neutral: fotovoltaico, solare termico, nessuna chimica. Sangiovese, Syrah, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Vernaccia. Oltre 600 ulivi secolari. Nel marzo 2025 Tosja Zywietz ha aperto anche l'enoteca Ripa Vino nel centro storico, con i vini di tutte le cantine del territorio.

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Cosa rende unico il territorio

Terroir.
Non brand.

La differenza fra Riparbella e i territori vicini sta nella geologia. Quattro tipologie di suolo radicalmente diverse in pochi chilometri quadrati, dai 50 ai 450 metri di altitudine — un patrimonio che permette di produrre vini con caratteri distinti a seconda della posizione del vigneto.

Gabbri

Rocce di origine magmatica, aride e ricche di minerali.

Argille

Alluvionali "a palombini", con scheletri rocciosi.

Calcarei

Terreni acciottolati di origine fluviale.

Plioceniche

Sabbie ricche di fossili di conchiglie marine.

Vigneti di Riparbella sulle colline
Tresoro di Riparbella
Progetto collettivo · prima vendemmia 2017

Tresoro
di Riparbella.

Tre cantine — Caiarossa , Duemani e Prima Pietra — un vino solo. Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Merlot vinificati separatamente in anfore di cocciopesto prodotte localmente da Drunk Turtle, poi affinati in barrique di rovere francese e assemblati. Circa duemila bottiglie l'anno, etichetta firmata dal pittore livornese Mario Madiai. Un manifesto enologico del territorio, presentato per la prima volta al Merano Wine Festival 2019.

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Come visitare le cantine

Sempre su prenotazione.

01

Prenota direttamente

Ogni cantina gestisce in autonomia le proprie visite e degustazioni. Dalle pagine dedicate di ognuna trovi i contatti e il modulo per prenotare — di solito si visita su appuntamento, anche fuori stagione.

02

Durante Ripawine

A luglio ( 10–12 luglio 2026 ) le cantine del territorio portano i loro vini nelle piazze del borgo per il festival Ripawine. È il modo più semplice per assaggiare 30+ etichette diverse in tre serate.

03

Il sentiero del vino artistico

Durante La Collina delle Fiabe (26–27 settembre 2026), un percorso che intreccia le cantine con installazioni d'arte contemporanea. Servizio navetta dal centro, su prenotazione.